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Secchezza vaginale in Menopausa

09/06/2013

Durante il periodo fertile, prima della menopausa, gli estrogeni, ormoni prodotti dalle ovaie, svolgono un’azione trofica, di “nutrimento”, sulla cute e le mucose anche a livello dell’apparato genitale ed urinario.


La mancanza dell’azione di stimolo estrogenico che si verifica in menopausa perché le ovaie non producono più estrogeni, determina un processo di progressiva atrofia di questi tessuti che diventano più fragili ed estremamente sensibili a vari tipi di insulti (infettivi, traumatici, ecc.)


Che cosa succede a livello degli organi genitali femminili e all’apparato urinario?


In particolare la vulva va incontro a una serie di cambiamenti anatomici e fisiologici che prevedono la perdita del tessuto sottocutaneo e un assottigliamento della cute, per cui le piccole e le grandi labbra si riducono di dimensioni, in alcune donne le piccole labbra possono sparire completamente, e si assiste alla riduzione, in alcuni casi alla completa scomparsa,  dei peli pubici  che perdono spessore e consistenza.


La vagina si riduce di dimensioni, perde elasticità, diventa meno distendibile, le cellule si impoveriscono di glicogeno, Il ph vaginale tende ad elevarsi e tutto questo determina un’alterazione dell’equilibrio dell’ecosistema vaginale, con riduzione dei lattobacilli, la flora batterica “buona”che ci protegge dalle infezioni, predisponendo così alle vaginiti.


Il pavimento pelvico va incontro a un processo di involuzione.
I vari fasci di muscoli che costituiscono il pavimento pelvico vanno infatti incontro a una ipotrofia, e anche i legamenti vanno incontro a fenomeni di atrofia, si assiste a una modificazione biochimica del collagene che risulta meno ricco di un aminoacido: l’idrossiprolina.


A causa di queste modificazioni il pavimento pelvico perde la sua efficienza, e sotto la spinta della pressione addominale si deforma e questo processo causa il prolasso uterino e l’incontinenza urinaria che sono altri due tipi di disturbi che possono giungere in menopausa.


Anche l’apparato urinario in menopausa risente della carenza degli estrogeni, che predispone le donne all’insorgenza di cistiti ricorrenti e incontinenza urinaria.


La carenza di estrogeni genera infatti delle alterazioni atrofiche anche a livello dell’uretra e della vescica.


E’ stato calcolato che fino al 50% delle donne in post menopausa possono accusare disturbi legati all’atrofia dell’apparato genitale ed urinario.


I sintomi dell’atrofia vulvovaginale


I disturbi legati all’atrofia vulvovaginale sono rappresentati dalla presenza di secchezza vulvovaginale con conseguente comparsa di dolore, bruciore e a volte anche perdite di sangue ai rapporti, a volte comparsa di prurito e presenza di “taglietti” e abrasioni.


E’ importante che voi donne sappiate che a differenza delle vampate di calore che tendono a risolversi nel tempo, la secchezza vaginale determinata dal fenomeno dell’atrofia, non è un fastidio temporaneo e richiede quindi necessariamente un trattamento specifico
 

Sessualità e atrofia vaginale in menopausa

La perdita di estrogeni dopo la menopausa può portare dei cambiamenti riguardo il desiderio sessuale di una donna.

Alcune donne in menopausa notano un calo del desiderio, non è facile suscitarlo come prima, possono essere meno sensibili a stimoli e carezze,.inoltre, i cambiamenti emotivi che spesso accompagnano la menopausa possono concorrere a determinare nella donna una perdita o una diminuzione di interesse per il sesso e /o incapacità di eccitarsi.

Inoltre, bassi livelli di estrogeni possono causare una diminuzione del trofismo vaginale, con conseguente scarsa o assente  lubrificazione vaginale, secchezza  vulvovaginale, bruciore e rapporti sessuali dolorosi...

Cure per la secchezza vaginale in Menopausa

Le donne che lamentano sintomi legati all’atrofia vaginale come la secchezza vaginale il bruciore, il dolore ai rapporti (dispareunia), perdite di sangue, sono circa il 40%  (probabilmente questa percentuale è sottostimata, e il numero delle donne affette sono ancora di più), ma solo 1 donna su 4, nel mondo occidentale si rivolge a un medico per trovare un rimedio a questi disturbi.


La maggior parte delle donne in menopausa sono consapevoli che le vampate sono un disturbo legato alla menopausa dovuto alla carenza di estrogeni, ma non sono altrettanto informate che anche l’atrofia vaginale è legata alla stessa causa.


Molte attribuiscono questi disturbi alla “vecchiaia”, al fatto che si hanno meno rapporti, e lo considerano un fatto inevitabile, alcune si vergognano a parlarne, e quindi si rassegnano e per questa serie di motivi, non chiedono aiuto.


Ma voi donne che siete in menopausa, e anche e soprattutto voi donne che ancora non lo siete, è bene che siate consapevoli che la secchezza vaginale, il bruciore e il dolore ai rapporti sessuali che si possono avere una volta andate in menopausa, si possono prevenire e curare, per cui bisogna parlarne con il ginecologo.


Questi disturbi della secchezza e dell’atrofia vaginale, a differenza delle vampate che tendono a risolversi da sole nel tempo, non sono transitori, non si “autorisolvono”, anzi semmai qualora non opportunamente trattati peggiorano nel tempo.


Le terapie che abbiamo a disposizione per risolvere questo tipo di disturbo sono:

 

TRATTAMENTI DI TIPO NON-ORMONALE


I lubrificanti e i trattamenti di tipo non ormonale per curare l’atrofia vaginale, sono a base di agenti protettivi e restituivi solubili in base acquosa e di sostanze non ormonali che favoriscono la maturazione dell’epitelio urogenitale.
Sono indicati soprattutto nelle donne che non vogliono assumere o hanno controindicazioni per la terapia ormonale


LUBRIFICANTI: Danno sollievo durante i rapporti sessuali, ma non rappresentano una soluzione a lungo termine.
SOSTANZE IDRATANTI: gli effetti benefici sull’atrofia vaginale sono legati soprattutto alle proprietà tampone che comportano una riduzione del ph vaginale.
L’efficacia sui sintomi è più bassa rispetto alla terapia locale a base di estrogeni, come risulta da alcuni studi scientifici controllati pubblicati finora.
FITOESTROGENI: alcuni dati della letteratura scientifica hanno dimostrato un effetto benefico urogenitale delle preparazioni a base di isoflavoni della soia e del trifoglio rosso.
Queste preparazioni esercitano comunque degli effetti simili a quelli degli estrogeni, e dato che al momento non esistono dati sulla sicurezza di questi preparati, nelle donne con tumori ormono-sensibili bisogna essere cauti nel raccomandarli.
VITAMINE:  la vitamina E e la vitamina D sono le due vitamine studiate finora che pare abbiano qualche effetto nell’aumentare la lubrificazione vaginale (vitamina E) e nel regolare l’epitelio squamoso stratificato vaginale.
PILOROCARPINA per via orale:stimola la secrezione vaginale e si è notato un significativo miglioramento della secchezza vaginale in donne con atrofia vaginale conseguente alla chemioterapia per patologia tumorale
ANESTETICI TOPICI: Sono stati studiati in donne affette da vestibolodinia (unguento al 5% di lidocaina nelle ore notturne e in donne con vulvodinia (gabapentin al 6% per uso topico).Potrebbero essere utili in donne che presentano anche sintomi dolorosi su base atrofica, ma ad oggi non ci sono studi al riguardo.
PRODOTTI ERBORISTICI: Terapie complementari come l’ortica, la radice della consolida, l’estratto di Angelica Sinensis, di Cardiaca, di Dioscorea Villosa e di Vite Bianca, e le capsule di acido lattico non si sono dimostrate efficaci o sicure negli studi finora effettuati, per cui sono necessari altri studi scientifici riguardo a questi prodotti prima di poterli raccomandare per la cura dell’atrofia vaginale

 

TRATTAMENTI DI TIPO ORMONALE


La terapia estrogenica per via sistemica (compresse, cerotti) e topica (creme, ovuli, gel vaginali) rappresenta il trattamento più efficace per la cura dell’atrofia vaginale in menopausa.
Gli estrogeni ripristinano il normale ph vaginale, ispessiscono e rivascolarizzano l’epitelio e aumentano la lubrificazione vaginale.


Secondo alcuni studi scientifici il 10-25% delle donne che assumono una terapia ormonale SISTEMICA, continua a lamentare sintomi dovuti all’atrofia vaginale.
In questi casi una combinazione di terapia sistemica e locale vaginale può essere necessaria nella fase iniziale della terapia.


La terapia ormonale per via sistemica è utile per curare anche l’atrofia vaginale, ma la terapia estrogenica per via vaginale è da preferire quando la sistemica non è necessaria per curare altri disturbi, in quanto evita gli effetti indesiderati sistemici ed è probabilmente anche più efficace per i problemi vaginali.


Fonte:
International Menopause Society

“Raccomandazioni per la gestione dell’atrofia vaginale post menopausale” 1 ottobre 2010  D.W. Sturdee and N. Panay


http://www.imsociety.org/downloads/world_menopause_day_2010/recommendations_italian.pdf