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CANDIDA VAGINALE in menopausa sintomi, diagnosi, trasmissione, cure, prevenzione e forme recidivanti

La vaginite da Candida è una delle infezioni vaginali più frequenti nella donna in età fertile, ma si può presentare anche in menopausa a causa delle modifiche dell’ambiente e del ph vaginale determinato dal calo degli estrogeni, che predispone più facilmente alle infezioni.

Che cos’è la Candida?

La candida è un fungo.

Ne esistono vari tipi: la più frequente Candida albicans, e quelle meno frequenti come la Candida Glabrata,Tropicalis e  Krusei.

Normalmente la candida fa parte della flora microbica presente in vari distretti del nostro organismo come l’intestino, la vagina, la bocca.

Se si verificano condizioni particolari come riduzione delle difese immunitarie, assunzione di antibiotici o cortisone, malattie come AIDS, diabete, ecc. la Candida da silente diventa “aggressiva” e determina la comparsa di infezioni in vari distretti come cute (dermatite), mucosa della bocca (afte, stomatiti) e vagina (vaginiti)

La candida si trasmette anche tramite rapporti sessuali? O in quale altro modo?

Si, la candida si trasmette anche attraverso i rapporti sessuali.

Può essere trasmessa anche attraverso biancheria infetta (asciugamano, costumi, biancheria intima, pantaloni), o per autocontaminazione della vagina da parte delle feci che contengono la candida.

Quindi va posta particolare attenzione all’igiene usando solo asciugamani e biancheria intima personale, ed è opportuno effettuare un’igiene intima corretta seguendo queste regole:

- Lavare i genitali ogni giorno, mattina e sera, e in particolare prima e dopo i rapporti sessuali.

-   Effettuare una detersione accurata delle pieghe e degli spazi presenti tra le piccole e le grandi labbra della vagina, avendo cura di asportare con le dita, tutte le secrezioni che vi ristagnano.

-   Lavare la zona dell’ano, separatamente, dopo quella vaginale, per evitare di trasportare i batteri fecali che sono presenti  a causa del passaggio delle feci,nella zona vaginale e uretrale, possibile causa di insorgenza di vaginiti e cistiti.

-   Sciacquare abbondantemente, ed eliminare tutti i residui di schiuma del detergente intimo

-   Evitare di asciugarsi con l’asciugamano, che può, specialmente se non viene cambiato spesso, essere un possibile serbatoio di batteri, e preferire invece materiale monouso, ad esempio i fazzoletti di carta.

-   Utilizzare sempre un detergente intimo adeguato,con un ph ottimale che non alteri l’equilibrio delle difese vaginali, specifico per l’età e la situazione particolare della donna.  

 Quali sono i fattori di rischio per una vaginite da Candida?

I più frequenti fattori di rischio che possono favorire l’insorgenza di una vaginite da candida sono:

- Terapie antibiotiche o con cortisone
- Riduzione delle difese immunitarie a causa di stress, malattie o terapie farmacologiche
- Alterazione della funzione intestinale (stipsi, diarrea)
- Diabete
- Rapporti non protetti
- Modificazioni ormonali (gravidanza, allattamento, menopausa)
- Pillola, cerotto o anello estroprogestinico
- Scorretta igiene intima

Quali sono i sintomi della vaginite da candida?

I sintomi più frequenti sono:

- Perdite bianche dense a grumi, con aspetto simile al latte cagliato
- Prurito, gonfiore, irritazione bruciore nella zona vulvo-vaginale
- Bruciore e dolore quando si hanno rapporti sessuali, a volte comparsa di placche biancastre sulla mucosa vaginale

Come si fa la diagnosi della vaginite da candida?

 

La diagnosi si effettua attraverso la visita ginecologica, e attraverso alcuni tipi di esami come l’osservazione microscopica del secreto vaginale a fresco, e il tampone vaginale.

Per stabilire poi l'esatto tipo di ceppo di candida e il tipo di antimicotico più adatto è opportuno associare al tampone vaginale il micogramma.

 

Quali sono le terapie per la vaginite da candida?

Le terapie si basano sulla somministrazione di vari tipi di antimicotici che potranno essere assunti sia per via vaginale sotto forma di ovuli, creme e lavande, che per bocca in forma di capsule o compresse.

La terapia andrebbe estesa anche al partner asintomatico per evitare fenomeni di recidive.

E’ importante anche l’assunzione di presidi per via vaginale e/o orale che aiutino a potenziare le difese immunitarie e a ripristinare un equilibrio della flora microbica intestinale e vaginale.

Utili anche terapie omeopatiche e fitoterapiche.

Nella donna in menopausa è importante poi ripristinare un buon tenore estrogenico vaginale attraverso la prescrizione, se non ci sono controindicazioni di creme o ovuli vaginali a base di estrogeni.

Si può fare una prevenzione delle vaginiti da candida?

Sì, è opportuno osservare SEMPRE queste regole:

1) Seguire un’alimentazione bilanciata e regolare non eccedendo con lieviti, dolci
2) Fare una corretta igiene intima
3) Usare biancheria intima, assorbenti in cotone bianco
4) Evitare indumenti sintetici e stretti (jeans, collant)
5) Mantenere una funzione intestinale regolare
6) Utilizzare sempre il profilattico fin dall’inizio del rapporto
7) Non usare asciugamani o indossare indumenti usati da altri

Se la candida vaginale nonostante la cura ritorna e diventa recidivante? Che si può fare?

In caso di candida recidivante, che ritorna frequentemente, il problema va inquadrato bene da un punto di vista ginecologico per individuare possibili altre infezioni concomitanti (HPV o altro) o altri tipi di patologie (vestibolite vulvare, vulvodinia o altro), approfondendo la diagnosi con l’aiuto di altri esami (colposcopia, vulvoscopia, swab test ecc.)

La paziente va comunque inquadrata anche da un punto di vista generale per individuare altri tipi di malattie che potrebbero concorrere a facilitare l’insorgenza delle recidive come deficit del sistema immunitario dovuti ad altri tipi di malattie, diabete, malnutrizione e molto altro ancora.

E’ necessario individuare anche il tipo specifico di Candida implicato che può essere resistente a determinati tipi di antimicotici, ed effettuare eventualmente un micogramma per orientarsi su una corretta e più efficace terapia

Attualmente esistono protocolli di terapia specifici per le forme recidivanti che possono essere impiegati con successo in associazione alla costante osservazione delle regole nello stile di vita.

 

Autrice dell’articolo:

Dott.ssa Vincenza De Falco, Specialista in Ginecologia e Ostetricia, Roma.

 

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