Crea sito

Insonnia, disturbi del sonno? Nelle donne aumentano il rischio di diabete

******

02/02/2016

Le donne che soffrono di insonnia e di disturbi del sonno hanno un rischio più elevato di sviluppare il diabete di tipo 2.

Questo è quello che emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Diabetologia, effettuato su un campione di 133.353 donne senza diabete, malattie cardiovascolari e cancro del Nurses’ Health Study e il NHSII per un periodo di osservazione durato 10 anni.

Sono stati documentati 6 407 casi di diabete di tipo 2 alla fine dei 10 anni nelle donne che presentavano disturbi del sonno, come insonnia, difficoltà ad addormentarsi, breve durata del sonno, russamento, apnea, disturbi più frequenti nelle donne con turni di lavoro anche notturni (turniste).

L’associazione tra diabete di tipo 2 e i disturbi del sonno era più frequente nelle donne che presentavano anche ipertensione, sovrappeso e depressione, e diventava più frequente se la donna presentava tutti questi problemi associati tra loro.

I risultati di questa ricerca evidenziano prove affinchè i medici e i ricercatori mettano in atto strategie di prevenzione per il diabete in futuro per i soggetti a più alto rischio che presentano vari tipi di disturbi del sonno.

Abstract in inglese dell’articolo pubblicato sulla rivista scientifica Diabetologia

First online: 28 January 2016

Association between sleeping difficulty and type 2 diabetes in women

Yanping LiAffiliated withDepartment of Nutrition, Harvard T. H. Chan School of Public Health
, Xiang GaoAffiliated withDepartment of Nutritional Sciences, The Pennsylvania State University
, John W. WinkelmanAffiliated withDepartment of Psychiatry, Harvard Medical SchoolDepartments of Psychiatry and Neurology, Sleep Disorders Clinical Research Program, Massachusetts General Hospital
, Elizabeth M. CespedesAffiliated withDepartment of Nutrition, Harvard T. H. Chan School of Public HealthDepartment of Epidemiology, Harvard T. H. Chan School of Public HealthDivision of Research, Kaiser Permanente Northern California
, Chandra L. JacksonAffiliated withDepartment of Epidemiology, Harvard T. H. Chan School of Public HealthHarvard Catalyst | Clinical and Translational Science Center
, Arthur S. WaltersAffiliated withVanderbilt University School of Medicine Medical Center
, Eva SchernhammerAffiliated withDepartment of Epidemiology, Harvard T. H. Chan School of Public Health
, Susan RedlineAffiliated withDepartment of Epidemiology, Harvard T. H. Chan School of Public HealthBrigham and Women’s Hospital and Beth Israel Deaconess Medical Center, Harvard Medical School
, Frank B. HuAffiliated withDepartment of Nutrition, Harvard T. H. Chan School of Public HealthDepartment of Epidemiology, Harvard T. H. Chan School of Public HealthChanning Division of Network Medicine, Department of Medicine, Brigham and Women’s Hospital and Harvard Medical School Email author 

Abstract


Aims/hypothesis

Sleeping difficulty has been associated with type 2 diabetes in some prior studies. Whether the observed associations are independent of health behaviours, other cardiovascular risk factors or other sleep disorders is unclear.

Methods

We analysed data from 133,353 women without diabetes, cardiovascular disease and cancer at baseline in the Nurses’ Health Study (NHS, 2000–2010) and the NHSII (2001–2011). Sleeping difficulty was assessed as having difficulty falling or staying asleep ‘all of the time’ or ‘most of the time’ at baseline (2000 in NHS and 2001 in NHSII).

Results

We documented 6,407 incident cases of type 2 diabetes during up to 10 years of follow-up. After adjustment for lifestyle factors at baseline, comparing women with and without sleeping difficulty, the multivariate-adjusted HR (95% CI) for type 2 diabetes was 1.45 (95% CI 1.33, 1.58), which changed to 1.22 (95% CI 1.12, 1.34) after further adjustment for hypertension, depression and BMI based on the updated repeated measurements. Women who reported all four sleep conditions (sleeping difficulty, frequent snoring, sleep duration ≤6 h and sleep apnoea in NHS or rotating shift work in NHSII) had more than a fourfold increased likelihood of type 2 diabetes (HR 4.17, 95% CI 2.93, 5.91).

Conclusions/interpretation

Sleeping difficulty was significantly associated with type 2 diabetes. This association was partially explained by associations with hypertension, BMI and depression symptoms, and was particularly strong when combined with other sleep disorders. Our findings highlight the importance of sleep disturbance in the development and prevention of type 2 diabetes.

Dott.ssa Vincenza De Falco
Studio Ginecologia
v. Donato Menichella, 321 00156 Roma
Tel: 06 4115822

******

Consigli per combattere l'insonnia e i disturbi del sonno

******

Vi segnalo il decalogo di consigli suggerito dall’Associazione Italiana Medicina del Sonno (AISM) per favorire un buon sonno e un buon riposo:

 

1) Andare a dormire ogni sera e alzarsi ogni mattina alla stessa ora, anche durante il fine settimana e indipendentemente da quanto si è dormito la notte
2) Se ci si sveglia prima che suoni la sveglia, alzarsi dal letto e iniziare la giornata
3) Andare a letto solo quando si è assonnati
4) Se non si riesce a dormire, è preferibile non rimanere a letto ma alzarsi, uscire dalla camera da letto e dedicarsi ad attività rilassanti, come la lettura di un libro, guardare la televisione o fare un bagno caldo
5) Utilizzare il letto solo per dormire
6) Cercare di rilassarsi il più possibile prima di andare a letto, per esempio facendo un bagno caldo (ma non la doccia, che ha un effetto stimolante), oppure assumere bevande ad effetto rilassante, come latte caldo o tisane o infusi a base di erbe (sempre valido come rimedio la camomilla)
7) Se si ha fame all'ora di andare a dormire, mangiare qualcosa purché sia leggero, per non avere poi problemi di digestione
8) Dormire in un letto comodo, in una camera da letto protetta quanto più possibile dai rumori, ad una temperatura ambiente né troppo fredda né troppo calda
9) Mangiare ad orari regolari, evitando pasti abbondanti in prossimità del sonno, dando la preferenza ai cibi ricchi di carboidrati
10) Svolgere con regolarità un'attività fisica durante il giorno, soprattutto di pomeriggio

DA EVITARE

a) Andare a letto se non si ha sonno: il sonno non può essere "forzato"

b) Dormire di più la mattina seguente se si è dormito poco di notte

c) Fare "pisolini" durante il giorno, poiché questi influiscono negativamente sul sonno della notte

d) Assumere bevande contenenti caffeina o alcolici prima di coricarsi. L'alcol può indurre sonnolenza ma, terminati i suoi effetti, si rischia di svegliarsi nel mezzo della notte e magari di avere difficoltà a riaddormentarsi

e) Fumare in prossimità dell'ora di andare a dormire

f) Mangiare cibi troppo elaborati, ricchi di grassi e proteine, che impegnano l'organismo in una digestione troppo laboriosa

g) Svolgere un'attività fisica intensa prima di andare a dormire, perché ha effetti eccitanti.

 

Dott.ssa Vincenza De Falco  Specialista in Ginecologia e Ostetricia

 

Insonnia, disturbi del sonno e diabete: nelle donne aumentano il rischio